Bentornate erbe spontanee! 🌱🌱

“Le bietole selvatiche, che noi chiamiamo edaci racconta Angelo di Siliqua quest’anno hanno ritardato un pochino perché è iniziato tardi a piovere, a novembre. Per cui sono nate tardi ma sono belle.
Di cicorietta e di tarassaco ce n’è meno, bisogna cercarlo un po’ di più.

Sia l’eda che le cicorie crescono nei nostri terreni, sono nelle capezzagne, nei filari dell’ulivo cipressino, vicino ai filari dei fichi d’India, in qualche frutteto che abbiamo, in qualche campo incolto, perché facendo le rotazioni adesso abbiamo 4-5 ettari di terreno incolto, per cui lì, con le prime piogge, le erbe spontanee spuntano.

Riguardo il clima forse questo è uno degli inverni più piovosi, non tanto come quantitativo quanto come continuità, non ha smesso di piovere, noi facciamo fatica a camminare nei campi, affondiamo con gli stivali. Sta piovendo tutti i giorni, le temperature sono dai 6 agli 11 gradi, c’è troppa acqua, ho perso un pezzo di cavolo romanesco perché è marcito, mi ha rovinato un po’ di cose.

Nella cucina sarda le spontanee è dalla notte dei tempi che vengono usate, si fanno lessi con olio, limone e un poco di aceto. Mia moglie e mia sorella li fanno anche saltate in padella col formaggio ma devo dire che a me piacciono di più semplici.

Devo dire che quando la gente era povera ne consumava di più, oggi la gente non è tanto più interessata, ogni tanto si vede qualcuno con i cestini che se le raccoglie. Io faccio l’esempio dei fichi d’india, che qua in Sardegna sono dappertutto, uno se volesse potrebbe mangiarne tutti i giorni nei mesi di agosto, settembre, ottobre, ma la gente si vergogna, secondo me, a raccoglierli perché sembra di tornare al passato quando si era poveri, qualcuno potrebbe dire: “ma guarda quel poveraccio, non ha neanche soldi per comprarsi due mele”.

Il pomodoro camone e il costoluto che questa settimana ricevete per la prima volta, sono buoni, con una punta di acidulo che è anche profumo. Crescono in serra fredda nelle campagne a Mogoro, un paese a metà strada tra Cagliari e Oristano, è un produttore bio certificato con cui collaboro, i pomodori li fa lui.
Il camone è croccante, saporito, profumato, un mix ideale tra dolce con una punta di acidulo, equilibrato. Si raccoglie da adesso fino a inizio marzo, si consuma così in insalata, a me piace mangiarlo come un frutto”.

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