È ora di raccogliere i “sarsèt”.

In piemontese si chiama “sarsèt”, ed è stata da sempre l’insalata selvatica più preziosa della primavera.

In italiano si chiama valeriana e la coltiviamo come prima insalata della stagione. Tutti ne vogliono, ma non è così scontato arrivare ad un buon raccolto. Non è mai scontato niente, in agricoltura biologica.

La nostra valeriana è stata seminata a fine gennaio, utilizziamo sempre la stessa varietà, si chiama trophy. L’abbiamo messa in cubetto intorno al 20 gennaio.

L’ho piantata nel terreno due settimane fa, più o meno, l’abbiamo messa con la trapiantatrice senza pacciamatura perché in teoria si raccoglie abbastanza in breve tempo e non dovrebbe crescere tanta erbe, gli farò una passata o con la fresetta piccola o con un sarchietto, un qualcosa per togliere l’erba. Diciamo che l’abbiamo piantata che il piantino era già abbastanza grande e quindi dovrebbe abbastanza farcela sull’erba adesso. La bagniamo da sopra, non usiamo le manichette per il semplice fatto che per le colture di insalate varie che mettiamo sotto serra abbiamo tutti gli impianti di irrigazione sopra, così evitiamo di sprecare plastica con le manichette, riduciamo i costi e sono tutti prodotti che crescono abbastanza in fretta, quindi riusciamo a bagnare solo 2-3 volte da sopra.

Quest’anno, in realtà, tra venti forti che asciugano molto in fretta e molto caldo, sto bagnando più spesso perché la valeriana tende sempre ad asciugare. Infatti, se gli manca la parte umida nei primi centimetri di terra, i piantini sono sempre lì che patiscono e chiedono un po’ d’acqua. Per il resto direi che quest’anno avremo una produzione non tanto elevata di valeriana. Per la valeriana è sempre rarissimo che si facciano i piantini; di solito la gente la semina però il problema della valeriana è che, se la semini nel terreno, devi riuscire a star dietro all’erba e non è molto semplice nel bio, non diserbando. Poi, per carità, non sto dicendo che è impossibile, però ci vanno delle seminatrici buone perché quello della valeriana è un seme piccolissimo, quindi ci vogliono delle seminatrici pneumatiche, robe che costano svariate migliaia di euro per fare un bel lavoro e una bella semina. Poi, fatta una bella semina, devi sperare che sia più veloce a crescere la valeriana rispetto all’erba e se dovesse andar male, non riusciresti più a raccoglierla.

Visto che la valeriana è una di quelle colture che di sicuro, trapiantate, non è che diventi ricco perché tra sementi e terriccio la spesa è parecchia, una roba che devi fare almeno per salvarti un po’ è riuscire a raccoglierla il più velocemente possibile. Vuol dire che devi cercare di averla il più pulita possibile perché dovessi già metterti lì durante la raccolta, fare una cernita e vedere di non prendere dei fili d’erba non ti salvi più. Anche perché comunque quando viene fuori un bel piantino di valeriana viene fuori da 10 g massimo quindi capisci che per farne 1 kg devi già staccarne abbastanza”.

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