NO al biologico nelle nuove linee guida per la ristorazione scolastica

Mentre in Europa si lancia il Green New Deal, in Italia il Ministero della Salute esprime un sostanziale NO al biologico nelle nuove linee guida per la ristorazione scolastica. Viene ignorato il lavoro svolto in tutti questi anni da Comuni ed Enti Pubblici per definire e promuovere un modello di ristorazione collettiva sano, sostenibile e legato al territorio e certificato, in linea con le indicazioni europee in tema di sostenibilità.
Certo nel documento si parla di rispettare le caratteristiche merceologiche degli alimenti previste dai Criteri Ambientali Minimi (CAM), ma il biologico è trattato in modo confuso, non ne viene riconosciuto né il valore nutrizionale, definito un falso mito, né la sicurezza alimentare data da assenza di residui e di pesticidi, né il contributo ambientale di lotta ai cambiamenti climatici. È di fatto ignorato il ruolo dell’agricoltura biologica nazionale in Europa, primo paese per numero di agricoltori e trasformatori, seconda per superfici dedicate e il suo potenziale in termini sociali, nutrizionali e ambientali.
Imparare a mangiare rispettando la propria salute e anche quella del pianeta è una priorità assoluta – dice Antonio Corbari, presidente di AIAB – e la scuola ha una grandissima responsabilità perché è lì che i bambini possono imparare il valore del cibo e il suo rapporto con l’ambiente. Senza poi considerare gli effetti benefici che può avere l’assunzione, sin dalla giovane età di alimenti più sani coltivati con metodo biologico”. L’Italia per prima ha abbinato i prodotti biologici alla mensa scolastica fin dalla fine dagli anni 80, diventando stimolo e modello per molti altri.
Valorizzare l’agricoltura biologica nella ristorazione collettiva, oltre ad essere una tutela per i destinatari del cibo, è un modo per sostenere e rafforzare un metodo di produzione certificato e che fa bene all’agroecosistema: un’occasione per fare educazione ambientale oltre che alimentare. Ci domandiamo: qual è la ragione per andare nella direzione opposta a questi principi?”.
da aiab.it

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