Ho la fortuna di fare un lavoro che amo, le orchidee mi premiano

Per una serie di eventi – ci racconta Gianfrancoci siamo trovati alcuni anni fa a disporre di un fazzoletto di terra che, anziché impiantare con nuovo vigneto, abbiamo deciso di preservare creando una sorta di oasi di biodiversità. Da sempre crediamo e pratichiamo un tipo di agricoltura rispettosa dell’ambiente e dell’uomo e questa è stata una bella opportunità per fare qualcosa di più. In questo luogo poco per volta hanno fatto capolino le orchidee selvatiche, che proprio in questo periodo iniziano a fiorire con le loro meravigliose sfumature e forme. Poco per volta le orchidee hanno iniziato a diffondersi anche nel vigneto, fino al cortile di casa. Per proteggerle ed evitare di rovinarne la parte vegetativa durante il lavoro in vigna ne segnalo la presenza con una piccola canna. Certo, rende un po’ più complicato portare avanti alcuni lavori, ma la soddisfazione di vederle crescere e fiorire insieme alla loro bellezza unica ci ripaga di qualche piccolo sacrificio. Alcune specie di orchidee selvatiche sono tipiche della Langa Astigiana mentre altre provengono dalla Liguria, essendo caratteristiche delle colline affacciate sul mare; trovarle qui da noi è un altro piccolo segnale del cambiamento climatico. Sono molto rare e delicate, tanto da essere considerate specie protette e come tali tutelate. Con gli stessi obiettivi alcuni anni fa ho posizionato all’interno dei vigneti ed in accordo con la Lipu alcune casette-nido che oggi ospitano cinciallegre, cinciarelle, upupe e torcicollo, uccelli bellissimi e che ci aiutano nel tenere sotto controllo gli insetti in modo naturale. Abbiamo cercato di fare il possibile affinché la coltivazione della vite si integrasse in modo rispettoso con il territorio e le sue caratteristiche. La stessa passione la metto nella vinificazione, i miei vini biologici sono prodotti con cura e attenzione e senza l’utilizzo di derivati animali durante il processo. Ho la fortuna di fare un lavoro che amo e di divertirmi nel farlo. E proprio perché ritengo che quest’ultima sia una cosa importantissima un po’ di tempo fa, in collaborazione con il disegnatore Roby Giannotti, è nata una nuova idea. Fu proprio Roby a farmi riflettere sull’etimologia del termine “vignetta”: le vignette come le intendiamo oggi, cioè i riquadri entro i quali sono racchiuse le scene di un fumetto, nascono infatti dal paziente lavoro degli amanuensi che ornavano le iniziali in apertura di capitolo con decorazioni, tra cui la più diffusa era appunto la vite. Partendo da questo spunto con Roby e la mia famiglia abbiamo intrapreso, ormai da alcuni anni, un’iniziativa chiamata “Vignette in vigna”: 40 vignette sui temi del vino esposte all’aperto, tra cui anche la vignetta più lunga d’Italia, 70 metri di lunghezza, per raccontare e ricordare i legami tra storia, ambiente, arte e vino. Quest’iniziativa è culminata nella realizzazione di un vero e proprio libro “La storia a fumetti del primo vino Bio”. Sono molte le persone che vengono a trovarci durante l’anno, per conoscere i nostri vini, ma anche per conoscere questo angolo di paradiso, e noi siamo felici ed orgogliosi di poter contribuire, nel nostro piccolo, alla sua conservazione.”

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