Utilizziamo le acque piovane

La nostra azienda – ci dice Marco – non è certificata biologica, ma abbiamo aderito ad un disciplinare, una sorta di codice di autodisciplina, che si chiama “The green experience”. Chi aderisce sceglie di mettere in pratica una serie di regole che si basano sull’ applicazione di soluzioni e tecniche eco-sostenibili, sulla riduzione nell’uso di prodotti chimici a favore di soluzioni agronomiche naturali. Tra queste ad esempio la raccolta delle acque piovane che poi vengono utilizzate per i trattamenti in campo, al posto dell’acqua potabile, il divieto di diserbo, il sovescio, ossia la semina di specie che arricchiscono il terreno come le leguminose (favino e pisello, ma anche brassicacee, facelia, la pianta amica delle api, ed altre) e così via. Tra i vini che produciamo il Dolcetto, le cui caratteristiche sono diverse rispetto ai Dolcetti di altre zone. Il terreno calcareo infatti conferisce alle uve maggior tannicità il che lo rende più strutturato e anche adatto ad invecchiamento pur essendo un pochino meno fruttato. Abbiamo poi la Barbera che viene invecchiata un anno in botti di rovere austriaco da 3000 lt arricchendosi di aromi come la vaniglia. E ovviamente il Barbaresco da uve Nebbiolo. Con queste uve produciamo sia Nebbiolo, con un minor invecchiamento, che Barbaresco il cui disciplinare prevede un periodo minimo d’invecchiamento di 3 anni, di cui uno in botte anche se noi arriviamo anche ad un anno e mezzo o più. Conferiamo poi le vinacce alla piccola distilleria di Barbaresco, insieme ad altre 17 cantine del territorio, che vengono distillate con una particolare tecnica sottovuoto che consente di distillare a temperature massime di 75/80°C. Questo significa che la grappa che si ottiene è molto più aromatica, con un bouquet più ricco. Finezza, eleganza e profumo caratterizzano la nostra grappa, anche perchè le vinacce vengono lavorate immediatamente e non lasciate rifermentare. Una volta prodotta viene poi fatta invecchiare; per una parte l’invecchiamento è in legno, per la restante in acciaio. Anche questi due differenti passaggi conferiscono caratteristiche specifiche consentendoci di ottenere due prodotti finiti differenti, anche se entrambi molto buoni.”

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