A me piace il silenzio, ho sempre sofferto i rumori

Quest’anno, a giugno, le vendite sono andate bene – ci spiega Marta – di solito è un periodo in cui non lavoriamo tanto; ad agosto c’è sempre un po’ più gente, poi per noi la produzione è quella, quindi a un certo punto non ce n’è più, non è che vendi di più perché quello che produci è sempre quello, forse quest’anno ho venduto più freschi perché essendoci più gente, i mercati sono andati bene, siamo soddisfatti. I capretti maschi li ho venduti tutti. Il gregge è aumentato perché le femmine ho voluto tenerle: adesso tra grosse e piccole sono circa 190, un po’ di caprette giovani le voglio ancora vendere ad altri allevatori, alcune sono già prenotate poi in autunno quelle vecchie, un po’ acciaccate, magari con problemi alle mammelle, quelle le vendo. Noi abbiamo una capienza in stalla di 165 capi, oltre a quelli non vai. Quest’anno abbiamo messo un prodotto nuovo, un salame di capra perché tutti abbiamo capre vecchie, acciaccate, che sai benissimo che non reggerebbero un’altra gravidanza e che quindi vanno tolte dal gregge. Per me è il tipo di vendita più faticoso, perché mi fa molto più pena vendere una capra che non vendere un capretto. Negli anni questi animali sono sempre andati sprecati perché li vendevamo a commercianti che ci dicevano che non valevano niente e ci davano spesso zero, le volte che abbiamo preso di più abbiamo preso 15 € a capo. E così ho pensato di portarli a macellare noi e di farli trasformare da I Lauri, che hanno il laboratorio a Demonte. Sono contenta di questo prodotto, loro sono molto bravi, tantissimi ci hanno fatto i complimenti e per quanto è una cosa che non ti fa piacere vendere i tuoi animali per la macellazione, lo sai però che è inevitabile, fa parte del mestiere e sono contenta che non vadano sprecati. I Lauri fanno tutta la lavorazione, noi ritiriamo il prodotto già sottovuoto, etichettato, con tutta la tracciabilità. Sono pacchetti da 3-4 salami che pesano 2 hg quindi è un prodotto che vendi anche bene. I prossimi salami saranno pronti per la fine di ottobre. Una produzione nuova è lo yogurt greco – greco sambucano !!! – che a me piace tanto con il miele. Questa è stata un’idea di Luca, mentre il salame è stata un’idea mia. È stato un successone. Praticamente è lo yogurt che noi filtriamo un’altra volta con delle tele e quindi perde tutta la parte liquida, rimane solo la parte grassa. Quindi non è magro, di magro non c’è proprio niente, però è buono, basta mangiarne di meno. Un altro nuovo prodotto è la ricotta col timo: invece di avere la ricotta normale, la si lavora con il cucchiaio si aggiunge il sale e timo di montagna. Quest’anno abbiamo avuto problemi di siccità: adesso per sfamare le capre vado a rubare l’erba a mio padre, lui fa finta di non vedere niente, è un tacito assenso. Non rubo l’erba, ma le ultime foglie; sì che le sue vacche mangiano anche le foglie, ma alle vacche rimane l’erba e alle capre le foglie. Finita la quarantena tutto è tornato più o meno come prima a livello della natura, la montagna da subito è stata presa d’assalto mentre durante la quarantena, nel giro di una settimana vedevi gli animali – qua principalmente sono cervi – molto più vicini oppure in mezzo alla strada e non si spostavano. Si vedevano perché non c’erano rumori, macchine. Poi da giugno i weekend erano un incubo, su di qua c’è un traffico di moto senza senso. A me piace il silenzio, ho sempre sofferto i rumori”.

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