Livertìn o luppolo selvatico

In questo periodo, e per tutta la primavera, le sue cime spuntano rigogliose: è una pianta infestante, si trova ai bordi dei fossi e dei boschi, lungo le rive dei fiumi, tra i rovi o lungo le siepi, fino a 1200 metri di altitudine.

Si può raccogliere liberamente, senza timore di recare danno alla pianta, poiché dall’ultimo “nodo” rimasto al di sotto dell’amputazione, spunterà presto un altro germoglio e si potrà, anzi, fare un secondo raccolto, anche se non abbondante come il primo. Altri germogli, in seguito, spunteranno pure alla base.

Il sapore è delicatissimo, basta scottarlo e condirlo con olio e limone, utilizzarlo per risotti o frittate, nelle minestre o fatto passare in padella.

Frittata di livertìn 🥘

In una terrina sbatti 4 uova; aggiungi, se gradisci, del formaggio grattugiato, sale, un trito di aglio e prezzemolo. Lava e fai sbollentare in acqua salata un mazzetto di livertìn, quindi scolali e strizzali bene. Se preferisci, puoi cuocerli direttamente in padella, con un filo di olio extravergine di oliva e mezza cipolla tritata. Tagliuzza i livertìn e aggiungili alle uova. In una padella scalda poco olio extravergine di oliva, versa il composto e fai cuocere a fiamma moderata per alcuni minuti. Capovolgi la frittata e termina la cottura.

Livertìn o luppolo selvatico

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