Papavero selvatico, in piemontese “basadone”

Abbiamo conosciuto la bontà della piantina del papavero, – ci raccontano Cecilia e Angelo Corona  di Siliqua (Ca) – quando una socia della cooperativa, che era stata in Liguria,  ci ha raccontato che alcune amiche liguri la invitarono durante una passeggiata a raccogliere appunto il papavero, la borragine, la cicoria, l’ortica.. descrivendole la versatilità di queste erbe in cucina. Ci siamo cimentati a provare queste erbette e abbiamo avuto conferma della loro bontà. Così abbiamo imparato a raccoglierle e le mandiamo volentieri agli amici di Agrispesa nei mesi di febbraio e marzo, quando da noi la stagione è un po’ più avanti rispetto al clima del Piemonte”. Dal mese di febbraio in poi, Agrispesa offre ogni settimana la possibilità di ricevere erbe selvatiche raccolte nelle zone in cui si trovano le diverse aziende agricole. Le piante spontanee infatti, per centinaia di anni, hanno integrato la dieta delle popolazioni mediterranee. “Un tempo – scrive Linda Sacchetti, studiosa di erbe spontanee –  la capacità di riconoscere le piante ed i funghi eduli era una conoscenza legata al territorio che si tramandava da una generazione alla successiva come base culturale imprescindibile per la sopravvivenza. La società contemporanea con l’agricoltura intensiva, l’abbandono delle campagne e la massificazione dei consumi ha quasi spazzato via questa forma di cultura e ha impoverito enormemente la biodiversità delle nostre tavole. Dove un tempo si mangiavano 30-40 varietà diverse di vegetali con tutte le loro proprietà nutrizionali oggi si tende a consumare, a stento, una quindicina di varietà vegetali differenti. Recuperare la conoscenza delle piante spontanee non serve solo ad arricchire la nostra
conoscenza culinaria ma, soprattutto, ad offrirci delle importanti fonti di nutrimento facilmente reperibili. E’ importante anche sapere che molte sostanze responsabili delle proprietà antiossidanti delle piante, durante il processo di bollitura, si trasferiscono all’acqua di cottura che diventa un vero e proprio medicamento. In passato l’acqua di cottura delle erbe spontanee come ad esempio veniva impiegata come ricostituente per i bambini.” Le foglie del papavero sono ottime crude in insalate miste, cotte in numerose minestre primaverili, scottate lievemente e poi passate in padella con olio e aglio, in frittate, torte salate, con uova e farina per farne frittelline.

Se vuoi assaggiare le foglie di papavero, le trovi su agrispesa.it

Se sei interessato a leggere quanto scrive Linda Sacchetti, vai su pentagora.com



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