Ora abbiamo le primizie…

” In questo momento la produzione entra nel periodo primaverile – estivo – ci racconta Luca – per cui non abbiamo più né alcun tipo di “rimasuglio” invernale, anche perché quello che era rimasto, ad esempio alcuni cavoli e rapini, non erano più adatti alla vendita. Abbiamo cominciato lavorare i terreni: adesso è il periodo sia della raccolta degli ortaggi primaverili sia il trapianto di quelli estivi. Ora il lavoro è molto nell’azienda agricola, un po’ come quando si esce dall’estate e si deve preparare il terreno per la stagione autunno invernale. Ora abbiamo le primizie che prenderete questa settimana: fave, bietole, rucola e basilico. Quest’anno siamo riusciti ad anticipare sia con basilico sia con la rucola perché siamo stati costretti a rimettere in attivo le serre. Visto che il tempo ormai è un po’ troppo ballerino, tu conta che siamo ad aprile, tra poco è maggio e ci sono 8° di notte, è un freddo fuori stagione allora per cercare di anticipare un pochino le primizie abbiamo iniziato a rimettere in moto le serre. Grazie alle serre siamo riusciti ad anticipare prodotti come rucola e basilico. Se ti ricordi gli altri anni col basilico andavamo a fine maggio, primi di giugno. Stesso discorso anche con la rucola. Abbiamo preso la decisione quest’anno. Almeno alle nostre zone abbiamo avuto la sensazione che le temperature abbiano traslato letteralmente di un mese: a ottobre fa ancora caldo mentre ad aprile non fa ancora caldo per cui è come se la stagione invernale si fosse spostata di un mese. Prima il tempo ultimo per la raccolta dei prodotti estivi era settembre, poi da ottobre iniziava a essere troppo freddo e si cominciava a fare già i nuovi trapianti. Stesso discorso per la primavera cioè ad aprile ormai era abbastanza caldo, si pensava già mettere giù le insalate eccetera eccetera. Invece adesso le insalate non le abbiamo ancora messe giù perché è ancora troppo freddo, rischiamo che diventino tutte gialle di notte. Questo in pieno campo naturalmente. Le serre le abbiamo divise in questo modo: in una, quella più grande, sono circa 1000 metri, abbiamo messo il basilico, una più piccola, di 300- 400 metri, la usiamo per fare le piantine. Quindi non possiamo  utilizzarla per coltivare soltanto un prodotto.  In pieno campo ormai sono pronte tutte le varietà estive per cui pomodori, peperoni, melanzane, prezzemolo, cipolle. Siamo in procinto di trapiantarli, le melanzane sono pronte, i pomodori sono pronti, le patate quelle sono già messe in campo, saranno pronte più o meno tra un mese, quindi ora stiamo sia raccogliendo le primizie che abbiamo trapiantato, abbiamo messo giù a marzo e stiamo raccogliendo adesso, sia quello che abbiamo trapiantato in serra più o meno un mese fa e stiamo trapiantando quello che andremo a raccogliere più o meno tra un mese in pieno campo. Sono contento perché siamo usciti finalmente dal periodo siccitoso: febbraio-marzo non è piovuto neanche un giorno e il periodo di marzo è un periodo in cui le piantine hanno bisogno di acqua, tutto l’orto uscito fuori dalla stagione fredda ha bisogno di rinascere, di ricrescere, e marzo è il periodo in cui si buttano giù i piselli, si mettono giù le patate, il terreno più fresco è meglio è. Ovviamente non deve essere una pioggia troppo pesante, altrimenti rischia di fare poi la cosa opposta, cioè di avere un terreno troppo umido e di far marcire le colture. Però, da lì a non piovere neanche una volta, è stata dura. Invece ad aprile per fortuna qualche pioggia qua e là ce l’ha data; abbiamo avuto però anche un abbassamento forte delle temperature per cui dove è piovuto si sono abbassate le temperature e così, ad esempio, le fave sono sì belle, ma non sono tanto grandi. Il problema della fava è che se piove poco non cresce, se piove troppo marcisce, se non piove per nulla cresce poco e quel poco che cresce poi il baccello essendo non molto ricco d’acqua diventa amaro. Lo stesso discorso vale per i pomodori, tutte le piante che vengono messe giù in primavera. Sotto serra abbiamo dovuto bagnare perché quando abbiamo messo giù il basilico a marzo lo abbiamo bagnato assolutamente. La serra ti aiuta perché è un ambiente protetto in cui bene o male tu puoi gestire l’irrigazione, l’umidità, la temperatura, perché se fa troppo caldo la apri, di notte quando fa freddo la chiudi, quando non piove puoi bagnare, cioè nella serra tu riesci a creare un micro clima ideale per la coltura che vai a mettere giù. In pieno campo se c’è freddo è freddo, se c’è sole c’è il sole, se non piove non piove. In campo puoi bagnare. La serra ti protegge dalle continue piogge. In pieno campo anche quando non piove bene o male uno può irrigare, in serra invece quando inizia a piovere, il terreno rimane bene o male sempre asciutto, ti aiuta anche sotto quel punto di vista lì. Ad esempio le fragole, perché ormai qui nessuno ne fa più? Perché prima si potevano fare anche in pieno campo, adesso ormai se non fai una serra di fragole non ci vai più a  raccogliere niente perché in questo periodo, che è quello delle fragole, qua piove molto. Il problema è che poi l’acqua fa marcire la fragola e quando il terreno è troppo bagnato la fragola risente molto dell’umidità del terreno e quindi poi rischi di non andare neanche a raccoglierla. Allora non è solo l’investimento di mettere giù le piantine, ma l’investimento di fare una serra per poter far crescere le fragole”.


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